Parrocchia Natale del Signore

 

n° 47 aprile 2006

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la finestra di don Sebastiano

IMPARARE A VIVERE Terza parte:

Relazioni educative in famiglia

I ragazzi crescono e devono essere aiutati nell’apprendistato della vita.
A loro volta i giovani educano gli adulti, genitori compresi, ad una nuova sensibilità verso i valori in cui essi credono.

Molte volte i ragazzi sembrano rifiutare i genitori, ma in realtà essi sentono di averne estremo bisogno. Occorre saper leggere attentamente, come tra le righe, nel libro della loro vita, scoprire la filigrana ancora incompleta della loro giovane esistenza, bussare con garbo alla loro mente e al loro cuore e attendere con pazienza.

Proviamo ora ad elencare alcune altre idee di fondo, dando seguito ai sette punti già proposti su Chiesa qui oggi di ottobre 2005.

8- Non stancarsi mai di manifestargli l’affetto che si aspetta.

Il figlio ha bisogno di essere cercato, atteso; ha bisogno di sentire su di sé gli sguardi, anche se non sempre d’ammirazione, dei suoi genitori, prima di quelli dei suoi amici e delle sue amiche. A volte cerca di ottenere l’attenzione dei genitori provocandoli con il suo disordine, con le sue trasgressioni, con i suoi atteggiamenti irritanti.

  9- Non farsi condizionare dalla fretta che caratterizza la vita odierna.

Anche i conduttori dei programmi radiofonici e televisivi sembrano avere fretta, tanto che sovente è difficile seguirli.

Nel rapporto con i figli è molto pericoloso mostrare di avere fretta. Non si può essere genitori frettolosi! È vero che un padre ed una madre non sempre hanno il tempo sufficiente per far fronte a tutti gli impegni; occorre però sempre darsi tempo senza fretta, anche a costo di rimandare a dopo l’argomento di cui si vuol parlare, vivendo poi con maggiore intensità il tempo d’ascolto.

  10- Agire con gradualità.      

Nessuno ha mai affermato che sia facile essere genitori.

Ci vogliono interventi discreti ma, nello stesso tempo, costanti e coerenti, che offrano un sostegno continuo, prezioso per chi è impegnato a raggiungere il traguardo della maturità.

  11- Usare molta pazienza.

La pazienza non è il semplice atteggiamento interiore d’autocontrollo a cui ci si adatta per ottenere qualcosa, ma è soprattutto quella disposizione naturale di serena fiducia con cui si attende l’alba e poi l’aurora, il primo sole e poi la luce piena. Non si passa improvvisamente dalla notte al giorno.

  12- Cercare sempre occasioni d’incontro.

Le occasioni di ritrovarsi si possono anche creare; si evitino però inutili lamentele quando ciò non è possibile. Arriverà sempre il momento buono: bisogna saper essere amici del tempo. Ci potranno essere allora confidenze più intime, quelle che il ragazzo in altri momenti non tira fuori.

Regaliamoci un “adagio” nel ritmo incalzante della vita: farà bene al cuore e alla mente.

  13- Divertirsi insieme.

Un ultimo consiglio ai genitori frettolosi d’oggi: riservate del tempo per divertirvi insieme con i vostri figli, per ridere insieme con loro. “ Il riso fa buon sangue” afferma giustamente un detto popolare: ed è verissimo. Oggi ridiamo troppo poco. Bisogna riscoprire e vivere i valori della gioia. Se “fate la morale” tutto il giorno, ai vostri figli verrà la voglia di scappare di casa.

don Sebastiano