Parrocchia Natale del Signore

 

n° 49 ottobre 2006

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a proposito di…

New age

   In un mondo che ogni giorno ci presenta nuove filosofie di vita e mille motivi per non scegliere Dio, ci sembra importante riprendere il tema sviluppato durante la giornata comunitaria parrocchiale svoltasi,  nel maggio del 2003, presso il convento san Francesco di Susa.
   Padre Beppe Giunti, francescano, ci ha sapientemente illustrato il nuovo pericolo per la fede cattolica: la New age.
   Sotto questo nome si può trovare di tutto: dalla musica ai “prodotti naturali”, fino ad un nuovo modo di vedere se stessi e  la vita in generale.
   Il termine New age viene usato per la prima volta, agli inizi del 1900, in alcuni testi del rito massonico scozzese, ma le sue radici sono molto più antiche risalendo ai pensatori pseudo-cristiani gnostici dei secoli  II, III e IV d.C., passando dalla magia e dallo spiritismo ai testi religiosi egizi, arrivando alla cabala ebraica nata in Spagna nel medioevo.  New age vuol dire nuova era;  i teorici di questo fenomeno sostengono che il passaggio alla costellazione dell’acquario sia il passo fondamentale per l’umanità.
   L’obiettivo dell’era dell’acquario è far scomparire il tu in un immenso noi.
   In modo molto schematico elenchiamo i nuclei della nostra fede che sono incompatibili con le proposte New age:

  • La paternità di Dio e il nostro essere creature : la New age non ha un Dio, tanto meno un Dio Padre, che vorrebbe dire alterità, due diversi che si danno del tu. Dio Padre scompare per il concetto del tutto.
  • La salvezza per noi cristiani è un dono gratuito di Dio tramite la persona di Gesù. Nella New age non esiste la salvezza, ma si parla di benessere fisico, psicologico, sessuale, economico.
  • La storicità di Gesù di Nazareth: per noi Egli è esistito storicamente come uomo e come Dio; nella New age c’è il Cristo cosmico , universale, che può rinascere in te grazie ad alcune pratiche particolari.
  • La fede nella vita eterna personale. Gesù dice: “Oggi tu sarai con me in paradiso!”. Questa è una promessa fatta alla persona, al singolo, a ciascuno di noi. Questa è la salvezza. Nella New age invece si parla di reincarnazione, di migrazione delle anime.
  • La rivelazione di Dio nella Scrittura. Nella New age non c’è alcun  Dio che si riveli.
  • Il senso della sofferenza come dono di sé. Nella New age questo non può esistere: c’è il benessere prima di tutto e non il dono di sé; si è sempre ripiegati su se stessi. Quindi Gesù, la croce, il chicco di grano, il “fiat” di Maria non hanno senso.

   Cosa possiamo trovare dietro il fenomeno della New Age?

Ci sono due teorie: la teoria del complotto internazionale organizzato da centrali diaboliche per scalzare il cristianesimo e la teoria dell’affermazione del benessere del singolo, anche a scapito della collettività.
   La prima appare meno verosimile; la seconda, invece, rappresenta meglio gli aspetti fondanti del movimento.
   Ci sono anche dei valori positivi nel movimento New age, valori che hanno le radici nella protesta contro un mondo materialista e ipertecnologicizzato. È una enorme protesta contro un mondo non umano. Il mondo new age è fatto di sentimenti, passioni, colori, suoni.
   E la passione del cristiano? Anche noi cristiani dobbiamo farci animare dalla passione, dalla nostra passione per l’annuncio di Gesù, dalla passione di Gesù per il regno di Dio.
Di fronte a questo rischio mortale per la nostra fede dobbiamo regalarci dei punti forti sui quali investire:

  • l’annuncio limpido di Gesù Cristo risorto;
  • una fede pensata e quindi attività nelle quali ci impegniamo, oltre che a pregare, anche a riflettere sulla nostra fede;
  • celebrazioni che coinvolgano tutta la persona, quindi più partecipate, più vissute;
  • esperienze di meditazione e di  preghiera profonda;
  • rivalutazione della bellezza della creazione: se il creato è bello figuriamoci il creatore;
  • una seria ma consolante riflessione sul dolore e sulla morte: Gesù ha raggiunto il vertice solo donandosi in croce.

  Una strada da seguire per contrastare il movimento New age è ritrovare la tradizione mistica della Chiesa.
   La vera preghiera non è quella attenta, senza distrazioni, ma quella che faccia sentire al nostro cuore il contatto con quello di Dio,  che non mi richieda di pensare, perché nel contatto Lui mi cambia e mi rende capace di “amare senza decidere di amare”. Dobbiamo riscoprire il valore delle parole: silenzio, digiuno, bellezza, lentezza, notte, corpo, respiro, pianto. Sono le parole chiave della tradizione mistica medievale francescana; e sono anche le parole chiave dell’esperienza New Age.
   Se ci occupassimo di più dell’essenziale nel nostro annuncio, molti di più verrebbero a Gesù portatore dell’acqua viva, senza cercare altro che li consoli e li rassicuri.

l.l.