Parrocchia Natale del Signore

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Kibao e vo' Jurema

Il pensiero del mese

In cammino

CRISTO RISORTO LIBERA TUTTO L’UOMO E TUTTI GLI UOMINI

È bello poter esprimere un grande grazie a voi cristiani cattolici di questa comunità parrocchiale. Un grande grazie per il cammino quaresimale vissuto insieme (ragazzi/e, giovani, adulti, anziani) e celebrato in modo particolare nel Triduo Pasquale concluso con la coinvolgente notte delle Veglia. Non è solo un grazie per la bella collaborazione da parte di tutti, è un grazie anche per la percezione di una sintonia spirituale e per la disponibilità a lasciarsi coinvolgere.
In questo tempo pasquale, ci viene ricordato continuamente che Gesù Cristo risorto è il sacramento universale di salvezza. Quello che è avvenuto con la sua risurrezione non resta chiuso nelle chiese ma, come dice la preghiera di uno dei primi giorni di Pasqua, “manifesta al mondo la pienezza della vita nuova”.
La prima lettera di Pietro insieme ad altri testi del Nuovo Testamento precisa bene che cos’è questa vita nuova. Afferma che Dio Padre “nella sua grande misericordia ci ha rigenerati mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti per una speranza viva” (1,3). Questa nuova nascita, avvenuta per ciascuno di noi at-traverso il Battesimo, contiene una cascata di conseguenze per l’insieme della nostra vita: ci permette di amare Cristo anche se non lo vediamo (1,8), di amarci sinceramente come fratelli (1,22), di considerarci come “stranieri e pellegrini” (2,11) che sono in cammino verso il Regno di Dio. Il che non significa disinteressarsi della vita quotidiana, ma “mettere in comune i beni che possediamo” (At 4,32), sentirci coinvolti tutti nell’annunciare con la vita e le parole che Cristo è risorto (Mt 28,19-20), scoprire che la sua risurrezione è fonte di giustizia e di solidarietà (cfr. le Beatitudini e la parabola del buon samaritano: Lc 10,29-37). San Paolo VI dice in un suo bellissimo testo che siamo chiamati a diventare “liberatori degli altri” attraverso l’azione, la partecipazione, l’impegno (L’impegno di annunciare il Vangelo, n.38). Pur riconoscendo che anche noi, come gli apostoli, siamo persone con tantissime contraddizioni e limiti, Gesù si fida di noi e ci rende non sudditi, ma cittadini attivi del suo Regno con la forza del suo Spirito. Anche a livello civile, la Pasqua richiama valori importanti: l’attenzione alle strutture di partecipazione in quartiere, la riscoperta della Costituzione italiana e dell’educazione civica (gli altri sono persone e cittadini come me), l’impegno a diventare dei servitori civili e cioè gente che usa il denaro e le cose non come proprietà privata, ma come bene c-mune. Cristo risorto abbraccia, come dice ancora san Paolo VI, “tutto l’uomo e tutti gli uomini”. Con le assemblee parrocchiali che cercheremo di proporre, affronteremo meglio alcuni di questi spunti. Buon cammino pasquale con la forza e l’esempio che viene da Maria, Madre di Cristo e della Chiesa!

d. Piero, d. Alberto, d. Payno, diacono Benito

 

PREGHIERA

Io voglio gridare: Gesù Cristo!
Voglio celebrarti, o Cristo,
non solo per ciò che tu sei per te stesso,
ma esaltarti e amarti per ciò che tu sei per noi,
per ciascuno di noi, per ciascun popolo e civiltà.
Tu sei il nostro salvatore,
Tu sei il nostro liberatore,
tu ci sei necessario
per essere uomini degni e veri uomini salvati.

Paolo VI

TRIDUO PASQUALE COMUNITARIO

La voglia di “mettersi in gioco” è stato lo spirito che ha accompagnato noi ragazzi del gruppo giovani dalla II alla V superiore, che durante la Settimana Santa abbiamo preso parte al Triduo Pasquale comunitario (dal 18 al 20 aprile). Sono stati tre giorni intensi, caratterizzati dalla voglia di riscoprire il Vangelo in maniera più intima e profonda, e dal volere arrivare a celebrare la Pasqua con uno spirito nuovo. L'adorazione notturna, l'esperienza del digiuno, la preparazione della Via Crucis per i bambini e la camminata al Colle Don Bosco ci hanno permesso di ritagliarci del tempo per vivere più intensamente la nostra fede e di celebrare la Pasqua in maniera più autentica.

Francesca

RITIRO GIOVANI AD ASSISI

Il gruppo giovani ha vissuto a fine aprile un ritiro molto particolare. Siamo stati 4 giorni ad Assisi, dove sull’esempio di San Francesco e Santa Chiara, abbiamo riflettuto sul significato della parola vocazione. Sono stati giorni molto intensi, abbiamo infatti conosciuto delle persone speciali che ci hanno raccontato la loro vita e come Dio li ha chiamati. Il primo incontro ha avuto luogo a Lucca, dove due suore carmelitane di clausura ci hanno spiegato il loro vivere in intimità con Dio. Il giorno seguente abbiamo incontrato tre Frati francescani che ci hanno presentato la basilica di San Francesco, San Damiano e l’Eremo delle Carceri in modo completamente differente da una guida turistica, parlandoci anche della loro vocazione. Il venerdì è iniziato nella comunità di Don Gianfranco Laiolo che, in maniera davvero emozionante, ci ha raccontato la sua vita passata per 35 anni in strada, in mezzo a ragazzi con storie difficili di tossicodipendenza e delinquenza. Questo momento ha toccato tutti noi nel profondo. La giornata è poi proseguita con l’incontro con Suor Rosanna che ci ha fatto rivivere il rito della spogliazione di San Francesco. In ogni nostra giornata ci sono anche stati momenti di silenzio, di preghiera, di riflessione personale e tante condivisioni che ci hanno permesso di rielaborare tutti insieme i vari spunti ricevuti.

Alice