Parrocchia Natale del Signore

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Kibao e vo' Jurema

Il pensiero del mese

In cammino

NON FA COSÌ BUIO!

Dio ci benedica con la luce del suo volto: è l’augurio biblico che abbiamo ascoltato nel-la celebrazione eucaristica del 1° gennaio. Questa benedizione e questa luce del volto di Dio mi sembrano presenti in qualche modo anche nelle indicazioni che ci hanno offerto, in questi giorni, due figure viventi e una non più vivente, ma la cui eredità è feconda.

La prima indicazione viene dal nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel forte messaggio di fine anno, ci ha in-vitato a «sentirsi comunità», e cioè a «pensarsi dentro un futuro comune da costruire insieme». Di conseguenza, aggiunge Mattarella, occorre battersi per le proprie idee, ma rifiutando «l’astio, l’insulto, l’intolleranza». È vero che c’è una forte richiesta di sicurezza oggi, ma «la sicurezza parte da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune». La sicurezza si costruisce insieme.

La seconda indicazione viene da papa Francesco. Nel messaggio per la Giornata della Pace, ci invita a rivolgere anche sulla città «uno sguardo contemplativo… ossia uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze». Di conseguenza, tutti facciamo «parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale». Mi permetto di aggiungere che l’integrazione pensata e guidata di queste persone rende anche noi persone più integrate, più complete sia nei rapporti con noi stessi sia nei rapporti con gli altri. Non è in gioco una precedenza, ma uno scambio di umanità nel rispetto reciproco. Citando ancora Mattarella, «il rapporto con gli altri non è un limite, ma è quello che dà senso alla vita».

La terza indicazione la traggo dalla figura indimenticabile di Primo Levi di cui tutti conosciamo la fondamentale testimonianza legata alla tragedia dei Lager ideati e realizzati durante il nazismo. Il suo intento è quello di «studiare l’animo umano» per imparare a conoscere se stessi e ad evitare altre tragedie. In una breve presentazione della sua figura apparsa su «La Stampa» di lunedì 31 dicembre, vengono ricordate alcune sue parole che restano illuminanti perché invitano a stare attenti a un’infezione latente che sorge quando si resta succubi della sensazione che «ogni straniero è nemico»: «A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che ogni straniero è nemico. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente, si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager».

Sentirsi comunità, uno sguardo contem-plativo sulla città, essere consapevoli di un’infezione latente: sono tre regali poco appariscenti sul piano estetico, ma di immenso valore umano. Se li accogliamo come atteggiamenti e comportamenti da vivere, emettono una luce profonda che alimenta sia la nostra vita interiore sia la nostra vita sociale.

Che sia un anno pieno di questa luce!

d. Piero

 

AFORISMA

Guarda bene all’oggi

Osserva l’oggi perché ieri non è che un sogno e domani solo una visione. Ma l’oggi, se ben vissuto, fa di ogni ieri un sogno di felicità e di ogni domani una visione di speranza. Quindi, guarda bene all’oggi.

Aforisma sanscrito