Parrocchia Natale del Signore

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Kibao e vo' Jurema

Il pensiero del mese

Lo slancio dei cristiani impegnati

In questo periodo, stiamo leggendo nelle liturgie eucaristiche dei giorni feriali la prima lettera di Pietro. E’ una lettera che cerca di infondere coraggio alle prime comunità cristiane che vivevano circa 50 anni dopo la morte e risurrezione di Cristo. Erano comunità piccole di numero che subivano, nel contesto dell’Asia Minore di allora (la Turchia di oggi), insulti, derisioni, emarginazione. Pietro ricorda loro che hanno l’occasione di essere testimoni delle sofferenze di Cristo e di “comportarsi come uomini liberi”(2,18; 21-25).
In attesa di un’occasione per meditare insieme questa bella lettera, mi rifaccio a un testo di Paolo VI in cui richiama tutta la Chiesa a “suscitare numerosi cristiani che si dedichino alla liberazione degli altri”. In che modo?
La Chiesa offre a questi cristiani “liberatori” una ispirazione di fede, una motivazione di amore fraterno, un insegnamento sociale al quale il vero cristiano non può non essere attento, ma che deve porre alla base della sua sapienza, della sua esperienza per tradurlo concretamente in categorie di azione, di partecipazione e di impegno…
La Chiesa si sforza di inserire sempre la lotta cristiana per la liberazione nel disegno globale della salvezza che essa stessa annunzia (tratto da “L’impegno di annunciare il Vangelo”, 1975, n.38). Forse, non siamo abituati a considerarci dei “cristiani liberatori”. Nonostante i nostri limiti e peccati, è questa la vocazione a cui siamo chiamati.
Maria, madre della Chiesa, ci incoraggia a vivere  questo impegno con le parole del Magnificat : “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili” (Luca 1,52).
E’ un cammino di impegno che si può vivere anche d’estate! 
Il Signore Gesù ci accompagni

don Piero