Parrocchia Natale del Signore

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Kibao e vo' Jurema

Gli anni di d. Michele: 1965- 1970

Negli anni '60 la zona dell'attuale parrocchia, appartenente alla chiesa Santa Rita, va via via popolandosi ed arricchendosi di giovani famiglie, di case e di scuole.
L'esplosione demografica del quartiere rende necessaria la creazione di una nuova chiesa.

Con l'interessamento dell'Opera Torino-Chiese il 15 marzo 1965 il Santuario di S. Rita acquista un capannone, magazzino della Recoaro in via Gorizia 170/7, poi via Lagnasco 7, per trasformarlo in una piccola chiesa. La chiesa sussidiaria, segnalata da una grande croce luminosa, entra in funzione il 27 giugno, festa del Corpus Domini.

 

Il 1 gennaio 1967 viene eretta giuridicamente la parrocchia Santo Natale, che conta 5.000 famiglie.
A don Michele Bechis, unico sacerdote in servizio nella parrocchia, si affiancano come viceparroci don Serafino Bunino, don Livio Cubito e don Bruno Porta, sacerdote convittore.

Il 15 ottobre viene celebrata una Messa in piazza Montanari per inaugurare la nuova parrocchia.

Domenica 17 dicembre il cardinale Michele Pellegrino, Arcivescovo di Torino, celebra la S. Messa.

I locali di cui la parrocchia dispone sono, oltre alla chiesa di V. Lagnasco 7, con un'aula vicino alla sacrestia, la casa parrocchiale in un alloggio al primo piano di v. Gorizia 172, l'ufficio parrocchiale al piano terra e le due aule per il catechismo nel negozio e nel seminterrato dello stesso edificio.
I locali si rivelano quasi subito insufficienti e già nel novembre del 1968 è stato presentato ai fedeli il progetto di massima, studiato dall'architetto Armando Campagnoli, per una nuova chiesa; tale progetto viene approvato dalla commissione di arte sacra di Torino e di Roma, quindi dall'autorità civile.


 

Don Bechis, con le due sottoscrizioni del 2 novembre e 25 dicembre 1968 dà il via alla costituzione del fondo per la costruzione del primo lotto di lavori. Nel 1969, facendo proprio un invito del Card. Michele Pellegrino alla solidarietà responsabile ed operosa che ovviamente impegna anche nel campo economico, il Consiglio pastorale parrocchiale presenta ai fedeli una soluzione concreta per la costituzione di un fondo di £ 60.000.000 necessari per iniziare il primo lotto di lavori, importo apparentemente difficile da raggiungere ma che, diviso per le 7.000 famiglie della parrocchia, avrebbe potuto diventare un obiettivo possibile. Le cinque buste distribuite nei successivi 18 mesi sono accompagnate da suggerimenti pratici che propongono contributi diversi ai tre tipi di famiglie: abbienti, medie, altre, lasciando però sempre i fedeli completamente liberi e responsabili di accettare il suggerimento, di rifiutarlo o di superarlo.

Nel 1969 il progetto studiato dall'architetto Armando Campagnoli, comprendente in un unico corpo di fabbricato la chiesa parrocchiale, i locali per opere di ministero, gli uffici e la casa per i sacerdoti, ottiene l'approvazione delle tre commissioni competenti (commissioni di arte sacra di Torino e di Roma e commissione dell'autorità civile). Venne allora rinnovato in modo più caloroso l'appello alle famiglie per aderire al piano proposto partecipando allo sforzo della comunità religiosa.

Poiché tre sacerdoti in una parrocchia di 22.000 persone sono insufficienti per il servizio pastorale, dal mese di ottobre si aggiungono don Angelo Rivoira a tempo pieno e don Lino Baracco a tempo parziale.

Il 19 luglio 1970 don Michele Bechis muore sulla parete del Castore nella vallata di Gressoney.

 

Gli anni di d. Sebastiano

Gli anni di d. Romolo

Gli anni di d. Piero